La stimolazione biofisica dell'osso e della cartilagine

I campi elettromagnetici, i campi elettrici e gli ultrasuoni a bassa energia rappresentano oggi un efficace strumento a disposizione del mondo ortopedico per stimolare la crescita ossea e della cartilagine, milgiorando i risultati dei trattamenti chirurgici e, a volte, rendendoli non più necessari.

L'interesse per il rapporto tra sistemi biologici ed energia elettrica può essere fatto risalire sia agli studi di Galvani, sia agli studi di Matteucci che già nel 1860 aveva individuato le correnti di lesione e ne aveva intuito il ruolo nei processi riparativi. L'attività di ricerca sulla possibile applicazione della energia fisica per attivare i processi riparativi ossei è proseguita lungo tutto il secolo scorso. Sono stati studiati l'impiego di campi magnetici (tecnica induttiva), campi elettrici (tecnica capacitiva) e stimoli meccanici (ultrasuoni) per favorire l'accelerazione dell'osteogenesi riparativa.

L'efficacia della stimolazione fisica è ormai ben documentata e poggia su solide basi scientifiche come dimostrato dai Risultati di studi in vitro, in vivo e in clinica.

In particolare il trattamento con ultrasuoni pulsati a bassa intensità è in grado di accelerare la guarigione delle fratture fresche di circa il 30% e di portare a consolidazione le fratture che hanno difficoltà a guarire in circa l' 85% dei casi, anche in presenza di infezione.

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Gli ultrasuoni pulsati a bassa intensità possono essere utilizzati facilmente, seguendo semplici istruzioni, al proprio domicilio.

Il trattamento con ultrasuoni pulsati delle fratture è semplice (20 minuti una o due volte al giorno per almeno 30 giorni) e totalmente innocuo.

Il Medico provvede ad indicare il corretto posizionamento della sonda ultrasonora sulla pelle, al di sopra della frattura e controllerà, con un semplice esame radiografico, l'efficacia della cura a tempi prestabiliti.

L'impiego della stimolazione fisica, nelle sue diverse forme, è stata spesso assimilata ad un trattamento farmacologico. Infatti, nei diversi modelli sperimentali, curve dose-risposta sono state osservate, legando in tal modo modalità e tempi di somministrazione di queste alla loro efficacia.


In collaborazione con: IGEA Srl

 
     
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