Le protesi di anca sono tra quelle più frequentemente impiantate nel mondo, con diverse centinaia di migliaia di nuovi casi ogni anno.

L'infezione è, secondo recenti studi, la terza causa di fallimento delle protesi di anca.
 
Ogni protesi dolorosa potrebbe essere una protesi infetta e quindi devono essere eseguiti adatti esami per escludere una infezione peri-protesica.

Non sempre, infatti, l'infezione è visibile dall'esterno.

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Protesi di anca infetta, dopo circa un anno dall'impianto.



Gli esami comprendono la visita da parte di uno specialista ortopedico, tests di laboratorio ed eventualmente indagini radiografiche specifiche.


Il trattamento di una infezione protesica è complesso e richiede, di solito, Centri specializzati e, schematicamente, può essere effettuato mediante:

- un intervento chirurgico di ripulitura di sbrigliamento dei tessuti infetti, seguito dalla terapia antibiotica;
- la rimozione della protesi ed il reimpianto di una nuova protesi;
- la rimozione della protesi infetta, l'impianto di uno spaziatore in cemento con antibiotici e quindi un nuovo intervento per l'impianto della protesi definitiva;
- la rimozione della protesi senza reimpianto

Per saperne di più v. anche (in inglese) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2948127/?tool=pubmed e http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20235080

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 Spaziatore in cemento antibiotato, dopo l'espianto della protesi infetta.

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 La protesi è reimpiantata dopo circa 3 mesi.




 
     
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